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| Risorsa idrica, Interrogazione in Regione di Cavalli (Lega Nord) |
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| Martedì 17 Luglio 2012 14:15 |
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“Invece di minacciare sanzioni e perdersi in logiche numeriche sarebbe il caso che la Regione relazionasse su ‘riduzione delle perdite sulle reti idriche’, ‘realizzazione di invasi a basso impatto ambientale’, ‘impiego di reflui depurati’, temi che l’assessore Sabrina Freda aveva posto all’attenzione rispondendo a mie precedenti interrogazioni sul tema acqua”. Il consigliere regionale Stefano Cavalli (Lega Nord) in una nuova interrogazione torna a sollecitare la giunta regionale sulla questione idrica, in piena querelle sul rispetto del Deflusso Minimo Vitale (DMV), la quantità minima d’acqua necessaria a mantenere in vita l’ecosistema fluviale . «Il problema va avanti ormai da anni - dice Cavalli - ogni anno c’è un tira e molla tra i produttori agricoli, che giustamente reclamano l’acqua necessaria a irrigare le proprie colture, e le Associazioni ambientaliste che, forti delle normative europee, pretendono altrettanto giustamente che si rispetti il deflusso minimo vitale del torrente. Nel mezzo si trova il Consorzio di Bonifica di Piacenza, accusato di eccessiva elasticità nella gestione del DMV. A fare da arbitro, per niente imparziale, l’assessore regionale all’ambiente, Sabrina Freda, la quale, almeno sui giornali, sembra non voler sentire ragioni anche se in passato è successo diverse volte che, per non far seccare le colture sul campo, si concedessero delle deroghe al DMV. Già un anno fa mi interessai della questione e dell’invaso del Brugneto e nelle dettagliate risposte che l’assessore Freda fornì alle mie interrogazioni, si parlava piuttosto chiaramente di Riduzione delle perdite sulle reti di adduzione; Riduzione dell’uso delle tecniche per scorrimento superficiale e infiltrazione laterale per gli areali delle province emiliane sottesi da rifornimenti appenninici, Realizzazione di invasi a basso impatto ambientale; Impiego di reflui depurati, Utilizzo di dotazioni “accettabili per le colture” per gli areali sottesi da rifornimenti appenninici, si parlava di realizzare tre bacini di accumulo per una capienza di circa 2 milioni di metri cubi e una serie di laghetti aziendali per un volume complessivo di un ulteriore milione di metri cubi. È lecito chiedersi a che punto siamo arrivati con quanto messo nero su bianco dalla Giunta, per questa ragione ho presentato un’ulteriore interrogazione con la quale chiedo lumi all’assessore Freda». . |


