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Martedì 13 Dicembre 2011 14:56 |
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"La normativa approvata dal Parlamento Europeo nel 2000 consente che il 5% degli ingredienti dei prodotti in cioccolato sia di grassi vegetali diversi dal burro di cacao," – afferma Stefano Cavalli, Consigliere Regionale della Lega Nord – "normativa che consente alle multinazionali alimentari di utilizzare prodotti assai meno costosi.
Addirittura, secondo alcune indiscrezioni della stampa," – prosegue l'esponente del Carroccio – "la Mars Inc., in collaborazione con la IBM, avrebbe finanziato una ricerca sulla mappatura genetica del cacao per poterne modificare le caratteristiche e rendere i semi più resistenti alle condizioni meteorologiche avverse e ai parassiti. Il prezzo del cioccolato OGM risulterebbe infatti nettamente inferiore agli standard attuali, favorirebbe una contraffazione del prodotto e innescherebbe una concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani del cioccolato doc ma anche di paesi come il Ghana, che rischia una perdita del 30% del pil e pesanti ricadute in termini occupazionali e di emigrazione della forza lavoro verso altre nazioni. Per questa ragione" – conclude Cavalli – "ho presentato un'interrogazione alla Giunta per sapere se voglia attivarsi presso il Governo italiano e l'Unione Europea affinché si avvisi, con un'etichetta posta sul retro del prodotto, del contenuto "vegetale" dei prodotti che sostituiscono il cacao nel cioccolato fino al 5% e se voglia intervenire nei confronti della concorrenza sleale delle multinazionali alimentari e del pericolo posto in essere dalla diffusione di prodotti OGM, specie in questo momento di evidente difficoltà economica per le nostre imprese". . |