|
Giovedì 28 Aprile 2011 15:28 |
|
«L’instabilità politica della regione libica a seguito dell’ intervento militare della NATO” - dichiara Stefano Cavalli, Consigliere Regionale della Lega Nord – “oltre al presumibile ingrossamento delle fila degli immigrati che raggiungono le nostre coste, sta avendo pessime ripercussioni economiche. Sono infatti molte” - continua l’esponente del Carroccio - “le aziende emiliane e romagnole che hanno interessi commerciali in Libia.
Ad, esempio la Piacentini Costruzioni (commessa da 40 milioni per realizzazione di infrastrutture) e la Fruit Modena Group che esporta nel paese libico il 20% della produzione di pere. Aziende che ora vivono nella totale incertezza e la cosa non può che avere ripercussioni occupazionali. Anche il mercato ittico, come accadde nel 1999 con la guerra in Kosovo e i bombardamenti contro la Serbia-Montenegro decisi dal Governo D’Alema, potrebbe rimanere pesantemente danneggiato dal conflitto. Capita spesso” - precisa il Consigliere leghista – “che i caccia militari partiti dalle basi NATO che, per una qualsiasi ragione, non sono riusciti a scaricare l’ordigno sull’obbiettivo designato, lo abbandonino in mare mettendo a rischio sia l’incolumità dei pescatori sia l’ecosistema marino. Data l’ambigua e bellica posizione del centrosinistra italiano sul conflitto libico”, - conclude Cavalli – “ho presentato un’interrogazione con la quale chiedo alla Giunta regionale, in vista del del Consiglio del prossimo 4 maggio, una risposta immediata in Aula su: quante aziende emiliane e romagnole si trovano in difficoltà a causa dell’instabilità politica della Libia e quali ripercussioni occupazionali si sono registrate; se sia al corrente di quante missioni siano finora partite o siano previste dalla base NATO di Poggio Renatico (FE), San Damiano (PC) e da altre basi militari Emiliane e Romagnole; quali misure abbia e/o intenda porre in essere in osservanza dello Statuto regionale e della Costituzione italiana, per una risoluzione diplomatica e pacifica del conflitto in Libia; se e come intenda scongiurare il rilascio di ordigni bellici non utilizzati a tutela dell’economia ittica e dell’ecosistema marino; se bombardamenti diretti da parte della nostra aviazione militare sulla Libia siano in contrasto con lo Statuto regionale in considerazione del fatto che parte degli aerei partirebbero dalle basi militari emiliane e romagnole chiedo infine quali misure e interventi preveda per promuovere il disimpegno bellico da parte del nostro paese.»
. |