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| Risoluzione bipartisan in Regione per contrastare la diffusione della fitopatia e garantire la sopravvivenza della coltura del kiwi |
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| Giovedì 31 Marzo 2011 14:51 |
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E' stata presentata oggi in Regione una risoluzione bipartisan, primi firmatari i consiglieri Mazzotti (PD), Bazzoni (PDL) e Cavalli (Lega Nord), che impegna la Giunta regionale a porre in essere tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del "cancro batterico dell'actinidia", una fitopatia particolarmente aggressiva con le coltivazioni di kiwi e che sta provocando gravissimi problemi alle aziende produttrici del settore.
La Regione Emilia-Romagna infatti, è una delle zone al mondo a maggiore diffusione della coltivazione del kiwi e nonostante la grave crisi della frutticoltura degli ultimi anni, il kiwi è l'unico frutto che ha continuato a determinare un reddito interessante per gli agricoltori, creando un indotto enorme per tutto il settore.
L'unica forma di lotta attualmente disponibile alla diffusione della fitopatia è rappresentata dal costante controllo degli impianti e dalla tempestiva distruzione delle piante colpite, con conseguenti e gravissimi danni economici alle imprese coinvolte.
"Il problema è molto complesso" – afferma Stefano Cavalli, Consigliere Regionale della Lega Nord: "ci sono segnalazioni di nuovi focolai, a livello regionale, nazionale ed internazionale e solo interventi fortemente coordinati fra loro sull'intero territorio nazionale possono garantire la sopravvivenza di un comparto produttivo di grande interesse economico".
La risoluzione" – conclude Cavalli – "chiede che il Governo nazionale, attraverso le risorse attualmente disponibili presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, avvii rapidamente una serie di progetti di ricerca e sperimentazione, finalizzati alla conoscenza della biologia del patogeno ed alla messa a punto di metodi di contrasto sostenibili, individuando risorse certe e modalità di erogazione tempestive per garantire adeguati indennizzi finanziari per contrastare la diffusione della fitopatia e garantire la sopravvivenza di questa coltura, oltre a sostenere presso l'Unione Europea l'esigenza di un intervento straordinario." . |


