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Finanziaria ed evasione fiscale PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Novembre 2006 00:00

Alla Presidente

dell'Assemblea legislativa

della Regione Emilia-Romagna

 

R I S O L U Z I O N E

*   *   §   *   *

Il sottoscritto Roberto Corradi Consigliere Regionale

della Lega Nord Padania Emilia e Romagna

 

Premesso che:

a)          Un recente studio della CGIA di Mestre, ha evidenziato che negli ultimi dieci anni (dal 1995 al 2005), le imposte locali sono aumentate del 108 %; mentre l’incremento delle entrate dello Stato nello stesso periodo è stato pari al 2,2 %.

b)          La legge finanziaria predisposta dal Governo, aggiornata con le ultime modifiche recentemente introdotte, prevede un notevole aggravio delle imposte locali e Statali.

c)          L’impostazione complessiva della finanziaria appare inequivocabilmente indirizzata a “punire” fiscalmente gli imprenditori ed i professionisti, pregiudizialmente ritenuti responsabili dell’evasione fiscale.

d)          Lo studio commissionato dalla CGIA di Mestre evidenzia che l’imponibile presuntivamente evaso in Italia ammonterebbe a circa 311 miliardi di euro, di cui circa 125 – 130 miliardi sarebbero rappresentati dall’evasione di imposte dirette, inidrette e contributive.

e)          Il sopra citato studio classifica l’evasione in quattro aree:

1)          l’economia sommersa;

2)          l’economia criminale;

3)          l’evasione/elusione delle grandi imprese;

4)          l’evasione/elusione delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi

f)            La ricerca evidenzia che la prima area, quella dell’economia sommersa, è la responsabile della maggior sottrazione risorse all’erario, infatti, l’ISTAT stima che in quest’area si annidi un’evasione di circa 200 miliardi di euro all’anno.  Secondo l’ISTAT l’esercito dei lavoratori in nero sfiorerebbe i 3 milioni di unità, di cui circa 2.600.000 sarebbero lavoratori dipendenti che fanno un secondo o terzo lavoro.

g)          La seconda area, quella dell’economia criminale, che in almeno tre Regioni del mezzogiorno controlla buona parte dell’economia; realizzerebbe, secondo la DIA (Direzione Investigativa Antimafia), un giro d’affari di circa 100 miliardi di euro l’anno.

h)          Con riferimento alla terza area, quella dell’evasione/elusione delle grandi imprese, i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze evidenziano che il 50 % delle grandi società di capitali italiane dichiara, per più anni consecutivi, utili negativi o pari a zero, ed un altro 17 % dichiara utili inferiori a 10.000 euro. In sintesi, su un totale di 770.00 società di capitali, il 50 % non versa un solo euro al fisco, ed in proposito il Ministero dell’Economia stima un’evasione/elusione di circa 7 miliardi di euro. 

i)            La quarta area, quella dell’evasione/elusione delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi, dovuta alla mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali; sottrarrebbe all’erario un gettito fiscale di circa 4 miliardi di euro. 

Rilevato che:

j)            La legge finanziaria approntata dall’attuale Governo avrà un “impatto” nell’ordine di 40 miliardi di euro; introducendo 68 nuove tasse (ad oggi); con oneri medi, diretti ed indiretti, a carico di ogni contribuente, molto elevati; caratterizzandosi per un particolare accanimento “ideologico” nei confronti delle piccole imprese artigianali e commerciali, oltre che nei confronti degli esercenti le libere professioni.

k)          Le dichiarazioni rilasciate da alcuni autorevoli esponenti dell’attuale Governo, confermate da economisti di comprovata fama, affermano che, al fine di rientrare nei “famigerati” parametri di Maastricht, sarebbe sufficiente una manovra finanziaria nell’ordine dei 15 – 16 miliardi di euro.

l)            Nei primi nove mesi del corrente anno le entrate tributarie sono aumentate di 26 miliardi di euro, rispetto al gettito preventivato.

 

Assunto che:

m)        La prospettata manovra finanziaria, rischia di deprimere fortemente l’economia, penalizzando in modo punitivo e pervicace le piccole imprese artigianali e commerciali, che sono la “spina dorsale” del sistema produttivo nazionale ed in particolare dell’economia emiliano-romagnola; senza peraltro contenere alcuna efficace misura di contrasto all’economia sommersa ed all’evasione/elusione delle grandi imprese.

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

1)        Ad evidenziare al Governo la necessità di ridurre la dimensione complessiva della manovra finanziaria; considerando il gettito di 26 miliardi di euro non previsto.

2)        A sollecitare il Governo affinché rimuova dalla legge finanziaria il complesso  di misure  “punitive”  nei  confronti  delle  piccole  imprese.

3)        A chiedere al Governo che vengano rimosse le nuove normative previste dalla Finanziaria 2007 per le imprese artigianali e commerciali, come per esempio la chiusura dell’attività a seguito di semplice contestazione (anche se non accertata e confermata in sede di giudizio di opposizione) per mancata emissione di uno o tre scontrini fiscali in cinque anni o l’aggravio contributivo per chi assume apprendisti.

4)        A prospettare al Governo la necessità di concentrare l’azione finalizzata al recupero dell’evasione nei confronti del lavoro nero svolto da chi, già occupato (spesso nella pubblica amministrazione), svolge un secondo o un terzo lavoro; ed altresì nei confronti delle imprese di capitali che per più anni dichiarano un utile pari a zero o assolutamente esiguo.

 

Bologna, lì 17 novembre 2006.

 

Consigliere Regionale

Lega Nord Emilia e Romagna

Roberto Corradi

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