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Ospedale di Parma: Inascoltate da sei anni le denunce del Prof. Giancarlo Izzi, lenzuola sporche impestate di polvere nociva per la salute dei bambini PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Gennaio 2011 16:25

 

              Al Presidente

dell'Assemblea Legislativa

della Regione Emilia-Romagna

 

 

I N T E R R O G A Z I O N E    A    R I S P O S T A    S C R I T T A

(ai sensi dell’art. 112 del Regolamento)

*   *   §   *   *

Il sottoscritto Roberto Corradi

Consigliere Regionale Lega Nord Padania

 

PREMESSO  CHE

  1. Con nota scritta del 9 settembre 2004, il Prof. Giancarlo Izzi, Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria e Oncoematologia dell’Ospedale di Parma, segnalava alla Direzione dell’Ospedale che: “E’ ormai un’esperienza che sta diventando quotidiana  - la cui segnalazione diretta telefonica del personale ausiliario e infermieristico non ha portato a risultati – la consegna di materiale letereccio e di tovagliame con alterazioni molto significative… (macchie molto evidenti, rotture marcate delle lenzuola, ecc…), cui recentemente si è aggiunta la presenza di peli riscontrata nelle tovaglie (probabilmente usate per la rasatura). Chiediamo pertanto l’intervento della S. V. presso le strutture di competenza al fine di risolvere questo aspetto…”
  2. Con nota scritta del 9 agosto 2005, il Prof. Giancarlo Izzi tornava sull’argomento ribadendo che: “Da più mesi, a vari livelli e in contatti diretti, ci siamo lamentati di molteplici disservizi che l’attuale fornitura di biancheria presenta e ribadiamo con forza l’inaccettabilità di tale situazione, segnalando in sintesi che:  
    1. E’ costante la presenza di una quantità enorme di pilucchi sulle lenzuola, che, al dispiegarsi al momento del rifacimento letti, hanno determinato in taluni casi reazioni IRRITANTI nei pazienti e familiari, e nel nostro reparto, intasano i filtri di aspirazione dell’aria, ricoprono i mobili tanto da costringere al doppio lavoro il personale addetto alle pulizie;
    2. Sono presenti –ormai quasi tutti i giorni- peli inguinali o residui da tricotomia.
    3. Le coperte di lana hanno un odore pungente e sgradevole (da probabile cattiva fase di asciugatura).
    4. Abbiamo trovato ragni e blatte tra la biancheria al momento dell’apertura della confezione.
    5. Con molta frequenza sono presenti macchie, orribili a vedersi e di origine imprecisata (vedi materiale inviato in allegato), molto sgradevoli e che inducono il personale ad aprire i teli o altro, prima di consegnarli ai pazienti, per evitare situazioni di costernazione da parte nostra e profonda irritazione dei pazienti e familiari.
    6. Le confezioni di biancheria giungono con frequenza lacerate nel telo di plastica e quindi già sporche.
    7. La quantità di materiale di biancheria da scartare prima dell’uso, per i motivi suddetti, è tale da diventare un aggravio  di consumo e un’aggiunta di lavoro inutili di cernita inaccettabile per tutti.
  3. Con ulteriore nota scritta del 26 settembre 2005, il Prof. Giancarlo Izzi segnalava che: “Sono mesi -e le mie lettere di lamentele, oltre che le segnalazioni verbali e telefoniche ai vari settori di competenza- lo confermano, che è COSTANTEMENTE e QUOTIDIANAMENTE consegnata ai reparti una fornitura di biancheria che è INACCETTABILE dal punto di vista delle condizioni di pulizia e igiene, oltre che imbarazzante per quanto riguarda la presentazione. Ribadiamo che è QUOTIDIANA:
    1. La presenza di una quantità enorme di pilucchi sulle lenzuola, che, al dispiegarle al momento del rifacimento letti, determina reazioni allergiche nei pazienti e nei familiari.
    2. Nel nostro Reparto, intasano i filtri di aspirazione dell’aria.
    3. Ricoprono i mobili di “POVERE” che costringe al doppio lavoro il personale addetto alle pulizie.
    4. Tutti i giorni sono presenti PELI  INGUINALI o residui da tricotomia, ma anche residui di FECI.
    5. Le coperte di lana hanno un odore pungente e sgradevole (da probabile cattiva fase di asciugatura).
    6. Con molta frequenza sono presenti macchie, ORRIBILI a vedersi e di origine imprecisata (vedi materiale inviato in allegato).
    7. La quantità di materiale di biancheria da scartare prima dell’uso, per i motivi suddetti, è tale da diventare un aggravio di consumo ed un aggiunta di lavoro inutile di cernita inaccettabile per tutti.

Desidero sottolineare che tali segnalazioni sono ormai poco tollerate dai genitori e creano un profondo disagio negli operatori del nostro reparto, in quanto –dopo le segnalazioni dei mesi scorsi- non è stato dato alcun segno di miglioramento della qualità del materiale di biancheria.

  1. Con ulteriore comunicazione scritta del 14 ottobre 2005, il Prof. Giancarlo Izzi tornava a ribadire che: “E’ con profondo sconcerto e amarezza, che da molti mesi ormai assistiamo inascoltati ed impotenti al quotidiano ripetersi di eventi che OFFENDONO il nostro lavoro e vanificano il nostro impegno assistenziale.  Il Servizio di approvvigionamento della biancheria di reparto, infatti, continua con pervicacia degna di miglior obiettivo, a consegnare TUTTI I GIORNI materiale di biancheria che invece di essere pulita è: sporca, piena di peli pubici, con presenza di materiali ripugnanti.  Inoltre è preparata in modo da sporcare la stanza di degenza al momento di dispiegare le lenzuola sul letto, con la dispersione di una quantità enorme di pulviscolo impalpabile, e così vanificare il lavoro di pulizia….    
  2. Con nota scritta 24 febbraio 2006,  il Prof. Giancarlo Izzi, insisteva evidenziando che: “Tutti i giorni viene consegnato in Reparto materiale di biancheria che invece di essere pulita è: macchiata, preparata in modo da sporcare la stanza di degenza …, disperde una quantità enorme di pulviscolo irritante.  Avremmo sperato che le numerosissime segnalazioni verbali, scritte, e la dimostrazione pratica di quanto sta avvenendo da mesi, trovasse l’ascolto efficace e l’interesse utile a risolvere il grave problema da parte dei competenti servizi aziendali.”
  3. Con nota scritta del 4 settembre 2008, il Prof. Giancarlo Izzi, tornava a denunciare alla Direzione Generale dell’Ospedale di Parma che: “Ancora una volta corre l’obbligo di segnalare la situazione incresciosa nella quale dobbiamo lavorare da alcuni anni, a seguito della dispersione in ambiente di pulviscolo dovuto alla biancheria che ci viene fornita per il reparto.  La situazione porta ormai a gravi inconvenienti…. che si possono sintetizzare in quanto segue:
    1. Il pulviscolo è talmente denso e visibile da portare all’intasamento dei filtri delle apparecchiature di filtrazione dell’aria delle stanze, rendendole inefficaci….
    2. Anche nelle stanze con filtro assoluto dell’aria (camera 7 e 8) questo inconveniente porta alla liberazione di incredibili quantità di pulviscolo…
    3. I pazienti hanno frequentemente reazioni cutanee per il contatto diretto con tali polveri presenti nella biancheria, tanto che abbiamo dovuto consigliare ai genitori di vestire i bambini con pigiami con maniche, calzoni lunghi e calzini.
    4. Il personale infermieristico, quando manipola la biancheria, dimostra spesso reazioni di irritazione delle prime vie aeree o reazioni cutanee con eritemi e ponfi da contatto alle mani e avambracci, ….. in alcuni casi è stato necessario intervenire prontamente con terapia aerosol o con iniezioni di cortisone per contrastare il broncospasmo o la reazione allergica generalizzata (eventi segnalati al Servizio di Igiene ospedaliera).
    5. In genere la manipolazione della biancheria per la necessità di reparto, induce la comparsa di irritazioni alla gola, secchezza delle mucose, irritazione congiuntivale, sensazione di “sabbia negli occhi”, reazioni cutanee pruriginose.
    6. Stessa sintomatologia cutanea capita al personale al momento di vestire le divise, tanto che ormai è invalsa l’abitudine nel personale di indossare, a contatto con la pelle, biancheria e magliette personali di cotone, lavate a domicilio.
    7. Sul piano operativo, è stato necessario dare indicazioni al personale di assistenza, affinché al momento del rifacimento letti, si vestano con mascherina, sovraccamici e occhiali al fine di ridurre l’irritazione prodotta dalla polvere in sospensione.
  4. Da ultimo, con nota scritta del 23 dicembre 2010, il Prof. Giancarlo Izzi informava la Direzione Generale che: Si chiede di poter autorizzare la famiglia di F. F. di anni 10, affetta ……… di portare le proprie lenzuola da casa. La paziente durante il ricovero relativo al precedente ciclo (4.11.2010), ha manifestato –pur indossando continuamente guanti, pigiama lungo, calze, e mascherina per proteggersi dal contatto diretto con il pulviscolo delle lenzuola-, irritazione cutanea e delle mucose, che ha richiesto interventi terapeutici aggiuntivi per via generale.  Il prurito e l’irritabilità cutanea ha indotto notevoli disagi e sofferenza ulteriore alla bambina con insonnia… .   Tale situazione è stata risolta immediatamente con la sostituzione delle lenzuola ospedaliere con quelle di casa.   Con estremo imbarazzo personale, chiedo pertanto di poter autorizzare la famiglia a portare le lenzuola personali da casa  per il prossimo ricovero.   Ribadisco che questa situazione di irritabilità delle mucose e delle congiuntive è inconveniente lamentato da TUTTI i pazienti e familiari”.

RILEVATO  CHE

 

  1. In data 11 gennaio 2011,  il sottoscritto Consigliere Regionale depositava richiesta di acquisizione documentale (ex art. 30, comma 3 dello Statuto regionale), in ordine la tema di cui sopra, prontamente trasmessa alla Direzione Generale dell’Ospedale di Parma.
  2. In data 15 gennaio 2010, la Direzione dell’Ospedale di Parma, riferiva “laconicamente”, che: “…la scrivente riporterà all’attenzione degli uffici competenti il mantenersi del fenomeno e solleciterà nuovamente l’adozione di adeguate misure di contenimento.”

CONSIDERATO  CHE

  1.  A far data del 2004 il Prof. Giancarlo Izzi, Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria e Oncoematologia dell’Ospedale di Parma, ha segnalato innumerevoli volte il gravissimo problema rappresentato dalle forniture di biancheria (lenzuola, camici, coperte, ecc…), sporche, piene di polvere irritante, con peli pubici, con feci, con ragni e scarafaggi, ecc….
  2. Quanto sopra ingenera gravi problemi di salute ai piccoli pazienti ricoverati nel reparto, ed anche ai loro familiari ed al personale infermieristico ed ausiliario, al punto che in diversi casi si sono somministrate dosi di cortisone.
  3. Da ultimo, il Prof. Giancarlo Izzi ha chiesto alla Direzione generale dell’Ospedale  di poter autorizzare i familiari di una paziente di anni dieci, ad utilizzare lenzuola e panni portati da casa per sopperire alle continue e gravi irritazioni della bambina.
  4. Dopo SEI anni di reiterate segnalazioni (anche scritte), il problema non è stato risolto, ed in parte si è aggravato.
  5. Allo scrivente non risulta che sia MAI stato assunto alcun serio provvedimento nei confronti della Cooperativa che ha in appalto la fornitura della biancheria (fatta salva una sanzione di € 500,00).

 

INTERROGA LA GIUNTA

PER CONOSCERE

  1. Se quanto sopra descritto corrisponde al vero.
  2. Per quale motivo dopo SEI anni di reiterate segnalazioni da parte del Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria e Oncoematologia dell’Ospedale di Parma (Prof. Giancarlo Izzi), la Direzione Generale dell’Ospedale NON ha assunto le DOVEROSE iniziative per risolvere l’INQUALIFICABILE problema della PESSIMA qualità igienica della biancheria fornita al Reparto (nel quale vengono ricoverati dei bambini). 
  3. Per quale motivo non si è provveduto a revocare l’appalto alla ditta fornitrice della biancheria.
  4. La somma annua e quella fino ad ora erogata a favore della Cooperativa fornitrice della biancheria.
  5. Quali misure intende assumere nei confronti dei responsabili della Direzione Generale dell’Ospedale di Parma che per oltre sei anni hanno tollerato l’INQUALIFICABILE “qualità” delle forniture di biancheria.
  6. Se la Giunta non intenda procedere ad un’indagine interna finalizzata ad accertare responsabilità, segnalando quanto descritto al Comando Carabinieri dei NAS (a cui lo scrivente Consigliere invierà in data odierna copia della documentazione in suo possesso).

Bologna, 25 gennaio 2011

                                                                                                   Consigliere Regionale

                                                                                             Gruppo Lega Nord Padania

                                                                                                      Roberto Corradi

Allegati:
File
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