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Illegittime richieste di canone RAI, la Regione si attivi a tutela delle piccole imprese(...e di se stessa). PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Febbraio 2012 13:17

rai-chi-ha-computer-o-smartphone-deve-pagare-il-canoneIl Consigliere Regionale Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione alla Giunta evidenziando la “valanga” di richieste di pagamento del canone, inviate dalla RAI a negozi, artigiani e professionisti, basate sul presupposto che il possesso di semplici monitor (da computer) determini automaticamente l’insorgere dell’obbligo di pagare il canone RAI.

Sono migliaia le richieste di pagamento inviate dalla RAI ad imprese dell’Emilia-Romanga, che appaiono quantomeno dubbie, ed economicamente molto gravose; basti pensare che una piccola attività che ha tre computer (e relativi monitor), dovrebbe pagare circa 520,00 € annui a titolo di canone RAI.

Per il Consigliere leghista: “La RAI ha interpretato a suo uso e consumo norme che risalgono ad un Regio Decreto del 1938 ed a un decreto di Badoglio del 1944, al solo scopo di fare cassa a danno delle imprese e degli Enti Pubblici. Se venisse avvallata l’interpretazione “estensiva” della RAI (che pretende di far pagare per ogni monitor il canone di € 173,16 annui), non solo le imprese avrebbero un “salasso” abnorme e del tutto ingiustificato, ma anche lo Stato e gli Enti Pubblici subirebbero danni economici ingentissimi, le stesse scuole dovrebbero pagare il canone per ogni computer, anche ad uso didattico. 

Per la sola Regione Emilia-Romagna (con ASL ed Ospedali), la cifra da pagare alla RAI sarebbe di svariati milioni di euro.

Peraltro, appare quantomeno “curioso” che la RAI, i cui uffici non mancano certamente di monitor (e neppure di TV), fino ad ora si sia ben guardata dal versare il canone, che se pur vero si trasformerebbe in una “partita di giro” (verso se stessa); non di meno rappresenta un onere burocratico dal quale si è auto-esentata”.   

Con l’interrogazione Corradi ha chiesto alla Giunta quali iniziative intende assumere, per contestare l’illegittimità delle pretese avanzate dalla RAI nei confronti delle imprese dell’Emilia-Romagna sul semplice presupposto che detengano monitor, ed altresì di attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per chiedere al Governo di intervenire sulla RAI, imponendo l’annullamento delle richieste di pagamento del canone inviate a soggetti privi di apparecchi televisivi, ma dotati di semplici monitor ad uso lavorativo.

 

Bologna, il 21 febbraio 2012                                                   Ufficio Stampa Gruppo Lega Nord

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