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| Protesi al seno difettose: la Regione offra la rimozione precauzionale alle 331 donne “vittime” delle protesi al silicone industriale |
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| Venerdì 10 Febbraio 2012 14:01 |
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Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato una risoluzione mira ad impegnare la Giunta ad intervenire sul tema delle protesi mammarie della ditta francese “incriminata” per aver utilizzato silicone industriale. In Emilia-Romagna sono state censite, ad oggi, n. 331 le donne alle quali sono state innestate protesi della ditta “incriminata” (126 a Rimini, 124 a Bologna, 59 a Ravenna, 15 aParma, 5 a Forlì-Cesena, 2 a Modena),anche se il numero potrebbe non essere definitivo stante l’assenza in Italia di un “Registro delle protesi mammarie”, malgrado dal 2009 sia fermo in Parlamento un disegno di legge voluto dall’allora Sottosegretario leghista alla Sanità (On. Francesca Martini). Il Ministero della Sanità francese, dopo aver appurato otto casi di tumori ritenuti riconducibili alla protesi al silicone industriale, ha avviato un piano che offre gratuitamente ad ogni donna la possibilità di rimuovere dette protesi. Per il leghista, Corradi: “A differenza della Francia, che ha uniformato il proprio agire in base al principio di precauzione (stante i rischi tumorali), la Regione Emilia-Romagna ha deciso di non procedere ad una rimozione generalizzata delle protesi, limitando gli espianti ai soli casi in cui emergano gravi evidenze cliniche. Considerato il numero non enorme di donne emiliane che hanno avuto l’innesto di protesi pericolose (331 casi) credo che la Regione dovrebbe seguire il “modello francese”, ed uniformarsi al principio di precauzione, consentendo a tutte le interessate la possibilità di rimuovere le protesi. Suggerisco la rimozione gratuita per le donne sottoposte ad impianti per ragioni sanitarie, mentre riterrei corretto che coloro che hanno fatto l’intervento per mere ragioni estetiche, vengano chiamate a contribuire ai costi dell’intervento di rimozione. Limitare la rimozione delle protesi ai soli casi in cui le stesse generano gravi problemi di salute, vuol dire rinunciare ad agire con finalità preventive, ed esporre a gravi rischi le centinaia di donne emiliane portatrici di protesi potenzialmente nocive per la salute”. Con la risoluzione Corradi ha anche chiesto alla Giunta di procedere all’istituzione di un “Registro regionale delle protesi mammarie”, in attesa che il Parlamento decida se approvare o meno il DDL voluto dalla leghista On. Francesca Martini, che da anni “giace” in attesa di essere votato.
Bologna, il 10 febbraio 2012 Ufficio Stampa Gruppo Lega Nord . |


