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Parma: Montagna Ovest, i Comuni “svendono” i dipendenti a Montagna 2000 Spa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:34

Il Consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di intervenire in merito alla “svendita” di dipendenti comunali che diverse Amministrazioni Comunali della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno stanno facendo a favore di Montagna 2000 S.p.a..

Nel 2008 la gran parte dei Comuni della parte ovest dell’Appannino parmense hanno siglato convenzioni per affidare alla Società per Azioni denominata  “Montagna 2000” la gestione del servizio idrico, assegnando in “comando” dei dipendenti comunali.

Montagna 2000 S.p.a., oltre a pagare l’ammortamento dei vecchi mutui contratti dai Comuni per interventi sulla rete idrica, avrebbe dovuto restituire ai Comuni l’equivalente degli stipendi dei dipendenti avuti in “comando”.

In verità Montagna 2000 ha accumulato un mare di debiti nei confronti dei Comuni e non ha pagato neppure le somme corrispondenti agli stipendi dei dipendenti, basti pensare che il piccolo Comune di Albareto (PR) vanta un credito di € 263.063,99, per mancati pagamenti che risalgono al 2009., di cui € 111.285,99 per mancato rimborso delle spese per il personale.

Per il leghista, Roberto Corradi: “La cosa curiosa è che il Comune di Albareto, con delibera del 28 dicembre 2011 (assunta solo 12 giorni dopo aver inviato a Montagna 2000 S.p.a. una raccomandata di messa in mora per debiti non pagati), ha deciso di trasferire definitivamente alla predetta Società i due dipendenti precedentemente assegnati a “comando”, con l’effetto che i dipendenti comunali cesseranno di essere tali e diventeranno a tutti gli effetti dipendenti di una società di diritto privato, che da due anni non paga al Comune i loro stipendi.”

Il Comune di Albareto non è l’unico a vantare ingenti crediti da Montagna 2000 S.p.a., e non è neppure l’unico che ha deciso di “svendere” alla Società privata dei dipendenti comunali, infatti, la casistica è comune a diversi Comuni dell’Appennino parmense, fatta eccezione per il Comune di Bedonia, che si è “ripreso” il proprio dipendente.

Con l’interrogazione Corradi ha chiesto alla Giunta se ritiene che la scelta del Comune di Albareto (e di altri Comuni dell’Appennino Parmense) non rappresenti una forma elusiva di lesione dei diritti dei lavoratori, esponendo questi ultimi al pericolo di perdere in futuro il proprio posto di lavoro; circostanza ancora più grave se si considera il deficit occupazionale che si registra nel territorio dell’Appennino Parmense in cui insiste la Comunità montana delle Valli del Taro e del Ceno.

Bologna, 18 gennaio 2012                                                                   Ufficio Stampa Lega Nord

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