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La “mega indagine” della Guardia di Finanza, svela la concorrenza sleale di molte attività commerciali ed artigianali gestite da cinesi ed asiatici PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Novembre 2011 14:53

Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta per chiedere conto dei riflessi in Emilia-Romagna della “mega indagine” della Guardia di Finanza, che ha scoperto il meccanismo truffaldino con il quale, traendo in inganno ben 552 Comuni in 18 diverse Regioni, migliaia di cittadini cinesi ed asiatici hanno potuto aprire attività commerciali ed artigianali, pur non avendone i requisiti.

La recentissima indagine della Guardia di Finanza, che ha denunciato oltre 1.600 soggetti per reati che vanno dall’evasione fiscale a delitti contro la fede pubblica, dal lavoro nero al favoreggiamento della permanenza in Italia di stranieri, con migliaia di attività imprenditoriali gestite da cittadini di Paesi asiatici oggetto di verifica, ed altre centinaia di attività già chiuse.

Per il leghista Roberto Corradi: “Da diversi anni il Gruppo Regionale della Lega segnala alla Giunta la grave concorrenza sleale ai danni degli imprenditori onesti, posta in essere da attività commerciali ed artigianali gestite da cittadini stranieri (in maggioranza asiatici), che praticano prezzi totalmente “fuori mercato”. La recente “mega indagine” della Guardia di Finanza ha fatto chiarezza sul sistema che ha consentito a migliaia di attività (gestite da asiatici), di aprire ed operare in spregio delle norme vigenti, anche di carattere fiscali, potendo in tal modo agire a danno degli imprenditori onesti, spesso costretti alla chiusura.   Per facilitare i controlli ed evitare gli abusi, la Regione deve dotarsi di strumenti che possano consentire a tutti i cittadini, ed in particolare ai Comuni, di verificare se un determinato parrucchiere o ristoratore è regolarmente abilitato a  svolgere tale attività oppure no.”

Con l’interrogazione Corradi ha chiesto alla Giunta di conoscere il numero delle eventuali attività illegali scoperte dalla G. di F. in Emilia-Romagna, ed il numero di Comuni coinvolti nel rilascio di autorizzazioni sulla base di documenti falsi.

Il Consigliere leghista ha anche chiesto alla Regione di istituire un pubblico registro dei soggetti che hanno conseguito le abilitazioni allo svolgimento di attività artigianali e commerciali (dove detta abilitazione è prevista), consultabile dai privati e dai Comuni, per contrastare eventuali truffe basate su false certificazioni, ed ha altresì chiesto maggiori controlli nei confronti dei soggetti che organizzano e gestiscono i corsi per il rilascio delle abilitazioni.

 

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