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Rischio caos nel servizio PET TAC in Romagna, la Regione intervenga. PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Ottobre 2011 00:00

Da anni i “piani alti” della sanità regionale, decantano le mirabili sorti progressive dell’Area Vasta Romagna, dalla cui attività di coordinamento deriverebbero risparmi, razionalità nei servizi, efficienza, ecc….; peccato che la verità sia ben diversa, come dimostra il “caos” che investe il delicato sistema diagnostico delle PET TAC.

L’Ospedale di Forlì ha una PET-TAC (di buona qualità), che viene utilizzata solo al mattino (per non più di 8 esami al giorno), mentre all’IRST di Meldola, che dovrebbe essere l’eccellenza nel settore della lotta ai tumori, è stata installata nel giugno 2011 una PET-TAC  “di seconda mano” (già dismessa dall’Istituto europeo oncologico di Milano), che viene utilizzata solo al mattino, per non più di 6 esami al giorno.

Sul fronte del personale non va certamente meglio, infatti, nell’Ospedale di Forlì il reparto di medicina nucleare è considerato struttura semplice, con un responsabile che ricopre lo stesso ruolo anche nel servizio PET TAC di Meldola, dove si assiste alla “rotazione” di diversi medici nucleari provenienti dalle altre ASL di Forlì, Cesena e Faenza; in quanto questo il servizio è sprovvisto di medici nucleari “fissi”.

Da ultimo, l’Ospedale di Cesena ha programmato l’acquisto di una PET TAC di ultima generazione, destinata presumibilmente ad essere utilizzata solo poche ore al giorno ; circostanza che vedrebbe tre punti vicini (Forlì, Meldola e Cesena), fornitori di diagnostica per TAC PET, utilizzate solo alcune ore al giorno.

 

Il tema dell’organizzazione dei servizi diagnostici con PET TAC nell’area romagnolo, è stato portato all’attenzione della Giunta Regionale da un’interrogazione del Consigliere leghista, Roberto Corradi (capogruppo del Carroccio nella Commissione Sanità del Consiglio Regionale), con la quale l’esponente leghista ha chiesto a Vasco Errani di rispondere ad una serie di questi, tra cui:

1) quanto costerà l’acquisto delle nuova PET TAC per l’Ospedale di Cesena, ed il numero di esami che si prevede verranno svolti con la nuova strumentazione;

2) se sia razionale posizionare all’Ospedale di Cesena una TAC ultimo modello, ed al contempo lasciare l’IRST di Meldola, che è punto di riferimento oncologico dell’Area Vasta, con una PET TAC “di seconda mano” (scartata da altra struttura sanitaria);

3) per quali motivi all’IRST di Meldola non opera un professionista “fisso”, ma si continua a ricorre a professionisti “a rotazione” (operanti stabilmente in altri servizi di medicina nucleare dell’Area Vasta Romagna).

Da ultimo il Consigliere leghista ha chiesto alla Giunta di procedere ad una riorganizzazione dei servizi diagnostici resi nell’Area Vasta Romagna a mezzo delle PET TAC, favorendo l’utilizzo delle apparecchiature per l’intero arco diurno (ora sono usate solo poche ora al mattino), con adeguato personale medico e tecnico.

Bologna, 8 ottobre 2011                                                      Ufficio Stampa Gruppo Lega Nord

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