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La Regione faccia sentire la sua voce contro il taglio europeo al fondo alimentare per gli indigenti PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Settembre 2011 00:00

Una sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea, ha imposto una riduzione “draconiana” dei fondi europei destinati all’acquisto di derrate alimentari finalizzate ad essere distribuite a favore dei consumi alimentari degli indigenti.   L’incremento del “fondo”, a suo tempo fortemente voluto dall’allora  Ministro Luca Zaia, è stato cancellato il 20 settembre u.s. per adeguarsi alla pronuncia della Corte di Giustizia CEE.

Il “taglio” ha riguardato l’80% dello stanziamento, che scende a 113 milioni di euro rispetto ai 500 milioni originariamente previsti.

In occasione del Consiglio Regionale del 21 settembre 2011, il Consigliere leghista Roberto Corradi ha presentato una risoluzione, con la quale chiede alla Giunta procedere con atti formali presso la Commissione UE al fine di sollecitare l’adozione dei necessari atti finalizzati a superare le censire della Corte di Giustizia CE, per ripristinare quanto prima le risorse del fondo finalizzato all’acquisto di derrate alimentari destinate ai consumi alimentari degli indigenti.

Per Corradi: “Occorre che anche la Regione faccia sentire la propria voce in Europa, a supporto dell’azione intrapresa dal Ministro dell’Agricoltura italiano, On. Romano, per sollecitare la Commissione UE ad adottare gli opportuni atti finalizzati a superare le censure della Corte di Giustizia CEE.

I “cavilli formali” vanno superato al più presto, perché mai come in questo momento occorre ripristinare le risorse destinate all’acquisto di derrate alimentare da distribuire a favore degli indigenti.

In tutte le grandi e medie città della nostra Regione, le “mense dei poveri” sono sempre più affollate e stentano a soddisfare le richieste; basti pensare all’esperienza della “Mensa di Padre Lino” a Parma; ed è impensabile che l’Europa resti insensibile alle difficoltà dei suoi figli meno fortunati..

L’Europa non può restare sorda a questo appello, perché il mondo reale non è fatto solo di grandi banche ed “alta finanza”, ma anche di tanti cittadini che stanno ingrossando le fila degli indigenti ai quali l’Europa non può e non deve voltare le spalle.

 

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