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Bio-tossine algali: la Regione consenta anche all’ASL di Ferrara di utilizzare il test chimico PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Settembre 2011 12:54

Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di intervenire affinché anche l’ASL di Ferrara possa accedere ai “test chimici” finalizzati all’individuazione di bio-tossine nei molluschi, abbandonando il sistema dei test con topi vivi, al pari di quanto già avviene per le ASL di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna.

A causa della diffusione nel Mediterraneo di alghe tossiche, anche in Italia si registrano diversi casi di casi di ricovero per intossicazione da bio-tossine algali, soprattutto in conseguenza del consumo di molluschi (già nel 1976 si ebbero decine di intossicazione, nel 2005 vi fu l’intossicazione simultanea di oltre 200 persone nel litorale di Genova, e nel 2010, malgrado i sistemi di prevenzione e controllo, si sono registrati in Italia oltre 300 casi di ricovero ospedaliero a causa di gravi intossicazione da bio-tossine algali). 

La CEEha stabilito che il controllo debba avvenire utilizzando il metodo del “test chimico”, ma fino al 31-12-2014 ha autorizzato gli Stati membri ad utilizzare ancora il test con topi vivi. Delle quattro province rivierasche dell’Emilia-Romagna, interessate ai controlli sugli allevamenti di molluschi, tre possono accedere al test chimico presso il Centro di Referenza Marina di Cesenatico (che possiede la necessaria strumentazione), mentre la provincia di Ferrara utilizza ancora il test con i topi vivi.

 

Per Roberto Corradi: “Il test chimico consente una risposta immediata circa la presenza delle bio-tossine, mentre nel caso dell’utilizzo dei topi vivi, occorrono due giorni per verificare lo stato di salute dei topi, quindi, in caso di decesso, si procede comunque al test chimico per avere la certezza definitiva sulla presenza delle bio-tossine. Pur essendo garantita la rintracciabilità dei molluschi, il prelievo del campione non determina il divieto automatico di vendita dei mitili (in gran parte destinati ad essere consumati freschi), che scatta solo dopo l’eventuale accertamento della presenza delle bio-tossine (che con il metodo dei “topi vivi” può arrivare anche dopo 3-4 giorni dal prelievo del campione da analizzare).  Esiste pertanto il pericolo che, nelle “more” dell’accertamento,  molluschi contaminati da bio-tossine possano essere avviati al consumo umano. Occorre consentire a tutte le ASL interessate deputate ai controlli di poter accedere da subito al “test chimico” (superando il sistema dei topi vivi), perché solo riducendo i tempi dei test si può scongiurare il pericolo per la salute dei consumatori ed altresì che eventuali intossicazioni possano generare un “effetto panico” nei consumatori, creando gravi danni commerciali agli allevamenti ed ai ristoratori della riviera emiliano-romagnola.”

Con l’interrogazione il Consigliere leghista ha chiesto alla Regione di attivarsi affinché anche l’ASL di Ferrara possa procedere all’esame dei campioni di molluschi con il “metodo chimico”, senza dover necessariamente attendere la scadenza del 31 dicembre 2014, fissato dalla Comunità come termine ultimo per l’utilizzo del test con i topi vivi.

Bologna, 15 settembre 2011                                                                             Ufficio Stampa Lega Nord

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