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Roberto Corradi: interviene al convegno sulla: “Tutela dei minori di fronte ai media” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Marzo 2011 09:32

Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, in qualità di Segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa, con delega a sovraintendere ai rapporti con gli Istituti di Garanzia (tra cui il CORECOM), ha tenuto la relazione conclusiva del convegno avente ad oggetto “La tutela dei minori di fonte ai media”, svoltosi nella giornata di ieri presso la Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica dell’Università di Bologna.

L’importante convegno, al quale erano presenti i Presidenti dei CORECOM dell’Emilia-Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo, la Dr.ssa Visco del “Comitato Media e Minori” del Ministero per lo Sviluppo Economico, la Dr.ssa Pia Caruso dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; il giornalista RAI Giorgio Tonelli, ha visto altresì  l’intervento di docenti delle Università di Bologna, Milano e Macerata, altre a Marcello Lanari della “Società Italiana di Pediatria”.

Per Roberto Corradi: “Le opportunità di comunicazione offerte dalle nuove tecnologie, ed il loro impatto sui minori, rappresentano una delle sfide educative e formative più impegnative e dense di responsabilità.  L’attuale quadro normativo, modellato avendo a riferimento le trasmissioni televisive “tradizionali”, riconosce e tutela il diritto dei minori ad accedere ad una programmazione che dovrebbe salvaguardia della loro dignità; tuttavia, appare inadeguata e di fatto inapplicabile ad internet ed alle nuove tecnologie.   E’ emerso che in Italia i minori dedicano il 30 % del proprio tempo libero al computer, il dato più alto d’Europa, ed al contempo sono all’ultimo posto per il tempo libero trascorso all’aria aperta.  Sono i crescita gli “adescamenti” di minori tramite internet, ed anche il loro l’accesso a siti dove si pratica il gioco d’azzardo. I nuovi strumenti tecnologici rappresentano nuove sfide per chi ha il dovere di agire nell’ambito della tutela dei minori di fronte ai media; ed i genitori, che dovrebbero rappresentare la “prima linea” della vigilanza, sono spesso privi delle conoscenze “tecnologiche” per monitorare e filtrare l’accesso a contenuti inopportuni e pericolosi da parte dei figli.

 

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