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| Modificare la norma che impedisce il recupero del credito IVA alle aziende che commercializzano veicoli acquistati in altri Paesi UE |
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| Venerdì 25 Giugno 2010 01:00 |
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Con la finanziaria del 2007, varata dal Governo presieduto dall’On. Romano Prodi, venne introdotta una norma che modificava il regime IVA nel settore della compravendita intracomunitaria degli autoveicoli (art. 1, comma 9, legge n. 286/2007). Per effetto della modifica normativa, le ditte che svolgono attività di acquistato di autoveicoli usati in altri Stati comunitari, all’atto della vendita del mezzo in Italia sono tenute a versare l’IVA, ma per com’è stata formulata la norma sono escluse dalla possibilità di ottenere il rimborso IVA, previsto per tutte le altre imprese dall’art. 30, comma 3 del DPR 633/1972. Il risultato è che queste ditte si trovano ad essere sistematicamente a credito IVA, senza avere la possibilità di ottenere il rimborso di queste somme. Sul tema è intervenuto il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, il quale ha presentato una risoluzione con la quale chiede alla Giunta di assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, affinché venga consentito il recupero del credito IVA alle ditte che operano correttamente nel settore della compravendita intracomunitaria di veicolo usati; fermo restando tutti gli obblighi introdotti per contrastare il fenomeni di evasione fiscale in materia. Per Roberto Corradi: “In Emilia-Romagna, ed in particolare in Provincia di Parma, sono diverse le ditte che svolgono attività di compravendita intracomunitaria di autoveicoli usati, soprattutto camion che una volta importati vengono allestiti al fine di renderli idonei a svolgere le funzioni richieste dai clienti finali. A causa dell’impossibilità di recuperare il credito IVA, che in alcuni casi ha raggiunto somme ingenti, queste ditte sono in gravi difficoltà economica, ed in alcuni casi hanno cessato l’attività (alcune sono “fallite” pur avendo crediti IVA di centinaia di miglia di euro). Occorre rivedere la norma introdotta dal Governo Prodi, per evitare che un intero settore debba essere costretto alla chiusura.” . |


