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ARRESTI CASTELFRANCO E CARPI, MANFREDINI: “NON CASI ISOLATI, MA SULLE NOSTRE MISURE DI TRASPARENZA STOP DALLA MAGGIORANZA”. PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Luglio 2012 11:41

“Castelfranco e Carpi non sono casi isolati, ma quando proponemmo una stretta sui controlli e misure preventive sulla corruzione fummo zittiti dalla maggioranza. Col senno di poi chi ci accusò di ‘esagerazione’ dovrebbe fare mea culpa”. Così il capogruppo leghista in Regione Mauro Manfredini a poche ore dai tre arresti per corruzione che hanno visti coinvolti responsabili e operatori degli uffici tecnici dei due comuni modenesi e un noto imprenditore di Modena.

“Lo scorso anno, nel corso della discussione sulla nuova legge regionale sulla legalità e semplificazione – spiega Manfredini –, presentammo emendamenti per introdurre la rotazione dei responsabili dei servizi, maggiori controlli e procedure accertative. Furono tutti respinti, nonostante dalla maggioranza ci fu anche chi plaudì alle nostre iniziative. Gli allarmi che lanciammo all’epoca non furono ascoltati, eppure avrebbero garantito azioni più incisive e ‘anticorpi’ più solidi contro i ‘furbetti’. Ma il veto della maggioranza non ci spaventa. Andiamo avanti con la nostra battaglia per la trasparenza”.

“Gli arresti di Castelfranco e Carpi – commenta il commissario provinciale della Lega Nord di Modena Graziano Fiorini – sono solo un nuovo capitolo di una lunga lista di un sistema del malaffare che ha non pochi precedenti e sul quale occorre aprire gli occhi. Il lungo elenco di casi di reati contro la pubblica amministrazione mette in luce un quadro che sta diventando preoccupante.

I diversi comuni coinvolti in faccende poco chiare devono indurre a un’attenta riflessione. Il silenzio del partito di maggioranza è assordante. Forse la mancanza di un’ alternanza politica nella nostra provincia ha fatto abbassare i livelli di guardia, nonostante i proclami degli ultimi anni sul rispetto della trasparenza e della legalità e sul contrasto alle infiltrazioni mafiose. Nei casi in oggetto la mafia non c’entra ma le vicende di Castelfranco e Carpi rivelano un sistema violabile e quindi esposto agli appetiti della criminalità organizzata”.

 

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