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“Con la Delibera di Giunta 294/2012: Approvazione raccolta aggiornata delle disposizioni regionali per l’attuazione degli ammortizzatori sociali in deroga la Regione Emilia Romagna prevede il contatto con i Centri per l’Impiego competenti per la presa in carico dei lavoratori” – afferma Mauro Manfredini, Capogruppo in Regione della Lega Nord – “ma non indica alcuna misura riguardante le loro attività formative.
In pratica ai cassintegrati in deroga o ai lavoratori in mobilità si aiuterà a scrivere il curriculum dopo un colloquio orientativo,” – prosegue l’esponente del Carroccio – “ma non gli si darà alcuna possibilità di partecipare a corsi di formazione necessari per il reinserimento in azienda, nonostante i soldi del Ministero del Lavoro per la formazione siano arrivati e giacciano, e qui si apre il secondo mistero, o nelle casse dell’INPS o in quelle della Regione.
Non si capisce comunque per quali ragioni, nonostante l’Intesa Stato-Regioni lo prevedesse esplicitamente, la Regione Emilia Romagna non abbia organizzato corsi di formazione per i lavoratori nel 2011 e nel 2012, visto che con il Decreto del 28 luglio 2011 (a firma Tremonti-Sacconi) il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assegnato alla Regione Emilia Romagna 30 milioni di euro per i lavoratori in cassa integrazione in deroga o in mobilità, soldi legati e subordinati allo svolgimento di corsi di formazione professionale.
Vorrei perciò capire se l’Assessore Regionale alla Scuola e Formazione professionale Patrizio Bianchi intenda contraddire anche le affermazioni rilasciate lo scorso 30 novembre dal collega Assessore Regionale al Territorio Giancarlo Muzzarelli, secondo il quale: La formazione delle persone in mobilità sarà finanziata con i fondi nazionali che lo Stato ha assegnato alla Regione con l’accordo Stato-Regioni del 12/02/2009.
Ma anche nel caso l’Assessorato regionale alla Formazione intenda continuare a sostenere che i fondi nazionali (30 milioni di euro) non possono essere utilizzati dalla Regione per il finanziamento delle attività formative in favore di tali lavoratori, voglio sapere per quale motivo la Regione Emilia Romagna non abbia protestato formalmente con il Governo Berlusconi, visto lo stato di difficoltà economica vissuto dall’Emilia Romagna negli ultimi anni e il pericolo di perdere i contributi per gli ammortizzatori sociali in deroga, che sono subordinati alla partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione professionale. Voglio ancora sapere, visto che lo Stato ha comunque fatto la sua parte nel finanziare gli interventi a sostegno degli ammortizzatori in deroga, a prescindere dal fatto che i soldi siano arrivati all’INPS o direttamente nelle casse regionali, per quali motivi la Regione Emilia Romagna non abbia comunque destinato risorse proprie per il finanziamento dei corsi formativi destinati al reinserimento occupazionale dei lavoratori, così come previsto in tutte le intese Stato-Regioni dal 2009 al 2012. Nel caso le risposte non siano convincenti” – conclude Manfredini – “mi sentirò autorizzato a pensare male”.
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