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| Manfredini (LN) su comportamento banche |
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| Venerdì 10 Febbraio 2012 00:00 |
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Tutto ciò lo pagano le nostre imprese e la nostra gente, ai quali vengono continuamente aumentati tassi di interessi e commissioni.E’ una vergogna che deve finire. Le Banche sono al servizio dei territori e dei clienti non dei loro amministratori e questo governo di banchieri deve avere il coraggio di mettere mano a queste situazioni incredibili. Lo ripeto: gli amministratori devono servire la banca e non servirsene e tutti gli amministratori che sono indebitati con la principale banca del nostro territorio devono uscire dal C.d.A., così come devono uscire dal C.d.A. gli amministratori che hanno parentele e interessi economici propri, dei propri parenti e dei propri affini perché la banca non è la loro impresa famigliare. Con l’occasione voglio altresì ricordare che intendo presentare al Parlamento della Padania una mozione in cui chiedo l’adozione di una direttiva della BCE vincolante che obblighi tutte le banche ad investire nei territori di riferimento almeno il 90% dei loro attivi, rimanendo libere di destinare ad investimenti finanziari solo il 10% degli attivi medesimi. Non è infatti accettabile che la BCE continui a offrire credito pressoché illimitato a tutte le banche all’1% e che questi soldi, che in realtà sono di noi cittadini, non vengano destinati ai territori ma impiegati in investimenti finanziari (BTP, obbligazioni ed altri) lucrando la differenza tra l’1% e i tassi correnti del 5-6%. Agli operatori i tassi praticati per i pochissimi fidi concessi viaggiano ormai intorno all’8-10% quando va bene. . |



Ho appreso dalla stampa locale l’intervista del Presidente della Provincia di Modena, relativa alla necessità che gli amministratori delle banche servano la banca e non si servano della banche che amministrano per ottenere fidi ed altri vantaggi. E’ esattamente la linea che la Lega Nord sta da tempo perseguendo: grazie Presidente, meglio tardi che mai!!Mi sembra impossibile che gli amministratori della più importante banca della nostra città ottengano a prestito dalla banca centinaia e centinaia di milioni di Euro, mentre agli artigiani, ai commercianti, ai piccoli imprenditori, ai coltivatori diretti, alle famiglie sono negati affidamenti anche per poche decine di migliaia di Euro, necessari per la stessa sopravvivenza delle loro attività. Apprendo inoltre che vengono spesi più di 50 milioni di Euro all’anno per consulenze legali che arricchiscono parenti, amici e conoscenti e più di 15 milioni di Euro di pubblicità sui giornali.