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Manfredini sui pericoli sismici di un deposito di gas a Rivara (MO), data la vicinanza al giacimento del Cavone PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Dicembre 2011 11:13
Da oltre 30 anni vengono estratti dal giacimento del Cavone, nel Comune di San Possidonio (MO), notevoli quantità di gas e di petrolio, dimenticando che Rivara, dove si vorrebbe costruire un maxi deposito di gas naturale, dista in linea d'aria solo una decina di chilometri. La zona del Cavone e di Rivara di San Felice Sul Panaro (MO) è caratterizzata da una frequente sismicità, testimoniata da diversi terremoti verificatisi anche nel recente passato, generata dalla stessa struttura sismogenetica.
In una zona con tali caratteristiche, le sollecitazioni alle quali sarebbe sottoposta Rivara in caso di periodiche immissioni e svuotamenti di miliardi di metri cubi di gas provocherebbe sismicità indotta la cui intensità non è in nessun modo scientificamente prevedibile. Per queste ragioni Mauro Manfredini, Capogruppo Lega Nord in Regione e Monica Donini, Consigliere Regionale della Federazione della Sinistra, hanno presentato un'interrogazione alla Giunta per sapere:
se intenda verificare, attraverso l'Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi e Geotermia (UNMIG) di Bologna, l'esecuzione nel giacimento di petrolio e gas naturale del Cavone di operazioni che possano aver alterato le tensioni interne dello stesso e delle strutture geologiche circostanti nei mesi precedenti il verificarsi dei sismi documentati in allegato, per chiarire l'esistenza di una correlazione temporale fra il tipo di operazioni eseguite nel giacimento ed i terremoti, i cui ipocentri si trovano circa alla stessa quota di tale giacimento. Nel caso venga confermata tale correlazione, se la Giunta non ritenga che le forti alterazioni artificiali delle situazioni sismogenetiche esistenti a Rivara, provocate dal periodico riempimento e svuotamento del progettato megadeposito di gas, aumentino notevolmente il rischio di una intensa e frequente sismicità indotta ed attivata (a proposito di sismicità attivata si ricorda come si sia verificato nel 1346 un sisma di magnitudo 5.8, una magnitudo molto simile a quella che ha interessato l'Abruzzo il 06.04.2009) e se ciò non costituisca un ulteriore argomento contro l'ipotesi della costruzione del megadeposito medesimo nella Bassa modenese.
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