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Imola: La Regione si impegni a bloccare l’accorpamento tra cardiologia e rianimazione e a far rivedere le modalità per chiamare la Guardia Medica PDF Stampa E-mail
Venerdì 28 Ottobre 2011 15:16

"I problemi all'Ausl di Imola
continuano ad ingrandirsi;" – afferma Mauro Manfredini, Capogruppo in Regione della Lega Nord – "il progetto di accorpamento
della cardiologia con il reparto di rianimazione dell'ospedale, oltre a determinare confusione di ruoli e quel che


è peggio un inquietante e pericoloso intreccio di sfere di competenza diverse,
non esclusa quella della medicina d'urgenza, renderebbe,
tra l'altro, il cardiopatico grave e
in pericolo di vita (che non può più godere di un box dedicato) oggettivamente
esposto a pericolosissimi insulti emozionali.

Vi è anche il parere nettamente
contrario degli specialisti e di rappresentanti sindacali,"
– prosegue l'esponente del Carroccio – "e,
allo stato attuale, l'assenza di una
legittimazione formale da parte dei Capi Dipartimento dovuta evidentemente alla
mancanza
di comunicazione, come
ammesso dallo stesso Direttore dell'AUSL.

Come se tutto ciò non bastasse si
è aggiunta ora un'altra criticità: da giovedì 3
novembre 2011 per chiamare la guardia medica, la notte e nei prefestivi e festivi, si dovrà comporre l'848 804 000 da
qualsiasi Comune del Circondario Imolese.

Una
volta composto il numero il cittadino dovrà seguire le istruzioni vocali che
indicheranno di selezionare,
digitando un numero sulla tastiera del telefono,
la località da cui si sta chiamando (Imola o Mordano: tasto 1; Castel San
Pietro Terme o Dozza: tasto 2; Medicina,
Castel Guelfo, Sesto Imolese, Spazzate Sassatelli,
...: tasto 3; Vallata del Santerno tasto 4).

Difficilmente questa modalità sarà facilmente comprensibile ed
usufruibile dalle persone anziane o in precarie condizioni di salute, che si troveranno costrette a districarsi con
segreterie telefoniche e messaggerie vocali; il rischio è che
vadano in totale confusione, non
trovando più come era prima un interlocutore diretto a rispondergli ma un
sistema complesso e farraginoso, con
l'unico risultato di non trovare soccorso e,
nel tempo, di sovraccaricare il 118
di tutte le chiamate comprese quelle della guardia medica.

I
pazienti saranno esposti ad ulteriori rischi per la salute e i medici della
guardia medica alla possibilità di denunce da parte degli utenti infuriati e
indignati.

Inoltre questo
numero verde può essere chiamato con telefono cellulare ma pagando uno scatto
già alla risposta: che dire, un
servizio davvero pessimo.

Per queste
ragioni" – conclude Manfredini – "ho presentato una Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale
a prendere immediatamente contatto con la Direzione Generale
dell'AUSL, al fine di interrompere
l'accorpamento tra cardiologia e rianimazione e ridiscutere l'organizzazione
attraverso un vero percorso di relazione interna e condivisione; a verificare
con l'Ausl di Imola la possibilità di modificare le nuove modalità di chiamare
la guardia medica, predisponendo un
servizio telefonico più agevole e meno dispendioso per i cittadini."

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