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Manfredini, Lega Nord, presenta alcuni emendamenti sul progetto di legge della Giunta per contrastare le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Aprile 2011 11:00

"L'Emilia-Romagna non è più un'isola felice nemmeno sotto il profilo delle infiltrazioni mafiose" – afferma Mauro Manfredini, Capogruppo in Regione della Lega Nord – "ed i fatti degli ultimi anni dimostrano una situazione grave, sicuramente sottovalutata, per incapacità, se non per colpa di chi ha governato la regione in tutti questi decenni".

Proprio perché nella nostra regione si costruiscono case anche quando non servono" – prosegue l'esponente del Carroccio – "vi è un terreno fertile per appalti pubblici e privati, habitat ideale per coltivare affari su cantieri, cave, calcestruzzo, trasporto di inerti: tutti settori in cui la criminalità organizzata attecchisce, prospera, controlla il territorio, la prostituzione, il traffico di droga e l'usura.

La presenza delle cosche nei territori emiliani avrebbe meritato da tempo maggiore attenzione e provvedimenti più incisivi, invece l'infiltrazione mafiosa è stata gravemente sottovalutata, ha scalato le gerarchie sociali, influenzando anche la politica e proponendo propri rappresentanti nel partito egemone da 60 anni, prima i Ds, ora il Pd... E mentre al sud si sparava e si uccideva, in Emilia-Romagna si facevano affari in silenzio.

Proprio perché la Lega Nord è attiva e concreta nella lotta a tutte le forme di criminalità organizzata, intendiamo dare un contributo al progetto di legge della Giunta, affinché non si nasconda dietro a un dito, prenda atto che problemi di mafia li ha anche "in casa" e alzi fortemente il livello di guardia su appalti, dirigenti e sanità.

Il primo emendamento che ho proposto riguarda la considerazione del fenomeno della corruzione,  pericoloso e diffuso tanto quanto il crimine organizzato e mafioso.

Il mio secondo emendamento nasce dall'esperienza e dalla volontà di impegnare la Regione in un'operazione di trasparenza, che è doverosa e richiesta da magistrati e Forze dell'Ordine.

 

 

Occorre mettere in rete anagrafi dei dirigenti e dei responsabili che gestiscono appalti, concessioni, cave, affari particolarmente appetibili per il crimine e per i poteri forti che agiscono e prosperano grazie ad amicizie  e risorse pubbliche.

Da ultimo, e per evitare altre reti di relazioni pericolose tra dirigenti pubblici, chiedo alla Giunta regionale di promuovere e incentivare la trasparenza delle procedure di selezione, di avanzamento carriera e la rotazione dei funzionari e responsabili di procedimento che operano in settori sensibili, sia che si tratti di appalti, sanità o altro.

Su queste proposte" – conclude Manfredini – "mi aspetto che tutti i colleghi non si nascondano dietro un dito come è stato fatto nelle occasioni passate e che approvino i miei emendamenti per una legge efficace e non solo di facciata."

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