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La Regione chiarisca il ruolo dei Comitati Paritetici Provinciali alla luce delle Linee Guida per la progettazione sociale PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Febbraio 2011 16:43

"Il 16 dicembre 2010 sono state approvate e firmate le Linee Guida per la progettazione sociale", - afferma Mauro Manfredini, Capogruppo in Regione della Lega Nord – "che, attivando un processo di concertazione regionale tra CoGe e Centro Servizi Volontariato regionale, hanno costituito un tavolo denominato Commissione che vede la presenza paritetica delle realtà del volontariato e delle Fondazioni.

Le linee guida" – prosegue l'esponente del Carroccio – "dovranno essere utilizzate dai soggetti del territorio e nelle procedure relative all'impiego di somme assegnate a titolo di progettazione sociale.

La Legge Regionale 12/2005 prevede, però, che siano i Comitati Paritetici Provinciali preposti al costante raccordo e confronto tra il volontariato e gli enti locali con funzioni di proposta, di impulso, di sensibilizzazione, di verifica e di valutazione.

Una delle scelte principali attuate dai Comitati Paritetici Provinciali è di garantire supporto alla progettazione sociale tramite servizi e non attraverso l'erogazione diretta di risorse finanziarie, come, al contrario, si lascia intendere nelle Linee Guida del dicembre scorso.

Temendo un accentramento della progettazione a livello regionale, con modalità simili a quelle di un bando pubblico, il Comitato Paritetico Provinciale di Modena ha recentemente emesso una nota sulle linee guida dove si giudica il documento approvato il 16 dicembre 2010 una totale negazione del ruolo dei Comitati.

Temendo che il pluralismo associativo corra un rischio" – conclude Manfredini – "ho presentato un'interrogazione alla Giunta per sapere se intenda rispondere alle preoccupazioni sollevate dal Comitato Paritetico Provinciale di Modena, garantendo che le funzioni dei CPP, stabilite dalla Legge Regionale 12/2005, non vengano intaccate dalle Linee Guida citate in premessa."

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