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| Perché il sistema di sorveglianza sull’infezione da Hiv non viene esteso a tutta l’Emilia-Romagna? |
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| Martedì 30 Novembre 2010 15:28 |
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"Nel 2009, in provincia di Modena, sono stati notificati 59 nuovi casi di infezione da Hiv," – afferma Mauro Manfredini, Capogruppo della Lega Nord in Regione – "con un tasso di incidenza (cioè il numero di nuovi casi identificati ogni anno per 100.000 abitanti) del 8,6; peraltro, anche nella vicina Reggio Emilia, i dati riguardanti gli anni dal 2000 al 2009, registrano un aumento del 30% delle infezioni da Hiv. Da alcuni anni" – prosegue l'esponente del Carroccio – "il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità hanno avviato un programma di Sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv in Italia e questo monitoraggio rappresenta il metodo migliore per descrivere le modificazioni in atto nell'epidemia, nonché per fornire gli strumenti necessari a pianificare interventi di prevenzione primaria e secondaria. Finora i sistemi di sorveglianza sono stati adottati dalle regioni Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria e dalla Provincia di Modena ma considerato che secondo il rapporto della nostra Regione sullo stato dell'infezione da Hiv/Aids, sono 2,5 ogni 100.000 residenti i nuovi casi di malattia in Emilia-Romagna nel biennio 2008-2009," – conclude Manfredini – "ho presentato un'interrogazione alla Giunta per sapere: se, visti i dati emiliano-romagnoli ma di Modena e Reggio Emilia in particolare, non ritenga opportuno rafforzare le iniziative di contrasto all'Hiv/Aids, per segnare una netta inversione di tendenza nella diffusione di questa malattia; per quali ragioni non sia stato esteso a tutte le province emiliano-romagnole il sistema di Sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv". . |


