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la gita all'Istituto Parri la facciamo volentieri, ma Alessandrini risponda alle tante questioni rimaste irrisolte PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Settembre 2011 15:50

Alessandrini, direttore dell'Isitituto Parri, snocciola una serie di dati che fanno infuriare il consigliere regionale Manes Bernardini. "Teniamo presente che libri e periodici consultati non corrispondono necessariamente al numero di persone che hanno avanzato una richiesta di accesso.  I trucchi contabili, in questo caso, li possiamo documentare con esattezza. Inoltre, la consultazione non è da considerarsi "prestito" e i 2533 prestiti del 2010 possono essere anche stati affidati a poche persone...a noi interessa sapere il numero di lettori attivi che usufruiscono del Parri.

 

Manca - continua Bernardini - ogni indicazione sui giorni effettivi di apertura della biblioteca, visto che ci risulta che il Museo sia chiuso da più di un anno; questo non consente di stilare un rapporto certo sul numero di persone e di libri prestati, calcolati su base giornaliera. I dati del 2010 sono 2533, quelli del 2011 sono 1582, quindi, ad oggi, mancano all'appello mille prestiti che difficilmente saranno distribuiti da qui alla fine dell'anno.

Non si distingue tra archivio e biblioteca, quando la funzione degli istituti storici concerne proprio la conservazione e la consultazione degli archivi e, quindi, non della semplice biblioteca, la cui efficienza è ancora tutta da dimostrare, tacendo ogni dato sugli archivi. Abbiamo chiesto, inoltre, quali sono le iniziative a valenza regionali nate sotto la direzione scientifica dell'istituto, e non solo quelle di ospitalità dell'evento, tali da giustificare l'esistenza dell'Istituto regionale Parri.  Ma, su questo punto, manca ogni tipo di risposta.

Ciò serve a dimostrare che il Parri, che dovrebbe svolgere una funzione scientifica regionale di indirizzo e di progettazione, oltre che di coordinamento, in pratica, come emerge anche dalle stesse parole di Alessandrini, sembra in realtà avere un carattere soltanto locale di operatività, con servizio di archivio e biblioteca destinati primariamente al territorio bolognese, pur essendo l'unico istituto storico che prende soldi pubblici dalla regione Emilia Romagna in base alla legge 37/'94  tramite apposita convenzione di 200.000 euro.

Bernardini punta anche al bilancio dell'istituto: non ci accontentiamo della visura del bilancio, ma vogliamo anche vedere voce per voce come i soldi sono stati spesi, se in personale o in attività. Chi paga i costi della sede in cui è ospitato l'istituto? e a quanto ammontano tali costi? Sul personale, in particolare quello che il comune di Bologna dovrebbe garantire al Parri, Bernardini attacca ancora: " la mancata copertura degli ulteriori tre posti che dovrebbe garantire il Comune, come da convenzione del 2003, risulta essere surrogata da una somma corrisposta dal Comune ed analoga allo stipendio delle tre figure mancanti, quindi la spesa c'è e non è a carico del Parri, ma dei cittadini bolognesi.

Perché mancano i tre dipendenti comunali? - si chiede Bernardini -.

Inoltre, Alessandrini si lamenta del fatto che l'Istituto non ha più avuto insegnanti comandati dal Ministero dell'Istruzione, ne avrà nel 2011-2012: noi chiediamo ad Alessandrini se tale situazione è comune a tutti gli altri istituti della regione o solo al Parri, e in caso di risposta positiva per quali motivazioni, sicuramente non riconducibili alla situazione di crisi.

In conclusione chiediamo al direttore di fornirci le cifre esatte di ogni tipo di finanziamento elargito dalla regione Emilia Romagna a qualsiasi titolo.

Conclude Bernardini: siamo pronti ad inoltrare una nuova interrogazione a fronte delle dichiarazioni del direttore."

 

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