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Il Merola intollerante e bolscevico attacca la Lega. Bernardini: non mi meraviglia, siamo il suo incubo! PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Dicembre 2010 10:29

“E' il solito Merola, quello dei tempi cofferatiani: arrogante e chiuso in una logica di "non confronto" con chi la pensa diversamente da Lui.

Questo Merola è l'opposto di cui oggi ha bisogno la nostra città: ossia un Sindaco bolognese che ami la sua città e che si ponga di fronte ad essa in modo non traumatico, ma propositivo, facendo capire a tutti che la musica è cambiata, che il rispetto e l’onestà saranno valori imprescindibili.

Lui, tra l'altro, andava a pranzo tutti i giorni con il suo collega Sindaco che allungava il brodo dei tortellini con il vino: una coppia di cui Bologna non sente la mancanza.  

Merola - aggiunge Manes Bernardini - ha già sbattuto contro il muro della Lega bolognese, quando ha visto frantumarsi il suo progetto di mega moschea e minareto in area San Donato. Forse, quella sconfitta da amministratore ancora gli brucia e non lo fa dormire. Per questo, oggi, la Lega Nord è il suo principale nemico.

Vedere un candidato sindaco che la butta subito in rissa, offendendo gli avversari politici, fa triste.

Le nostre idee, sicuramente distanti dal Merola pensiero, meritano rispetto.

 

Chiedere che le case popolari non finiscano in mano agli immigrati a danno degli italiani, chiedere una lotta al degrado cittadino seria ed incisiva, chiedere più sicurezza per i cittadini, dire NO al Civis sotto le due torri, chiedere una tutela e un rilancio del piccolo commercio (botteghe) della nostra città, oggi minacciato dai tanti negozi multietnici e dalla concorrenza sleale operata dall'abusivismo commerciale, sono richieste che provengono dalla città stessa, dopo che per anni i vari Merola di turno non hanno fatto nulla.

Il PD - conclude Bernardini - dovrebbe prendere le distanze da certi personaggi, invece li propone addirittura come candidati Sindaci. Quella sinistra che faceva scuola anche di stile è davvero finita. Oggi assistiamo ad un decadimento politico e ad un livellamento verso il basso a cui solo la Lega può opporsi. Dell'intolleranza di questi nuovi "compagni" ne facciamo veramente a meno.”

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