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Martedì 26 Ottobre 2010 15:18 |
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La Regione Emilia-Romagna si vanta di essere al primo posto in Italia per incidenza in percentuale di alunni e residenti strranieri sulla popolazione totale. Bologna conta ormai 43.664 stranieri residenti, a cui si devono anche aggiungere le presenze di irregolari, mentre alcuni comuni della provincia danno valori percentuli allarmanti: il 14,67 % a Vergato seguito da Crevalcore 14,53%, Bazzano 14,21% Castel del Rio 13,96 e Sant'Agata Bolognese 13,71. Ma quanto costa in termini di stato sociale (es. esenzione ai tiket, esenzione a rette scolatsiche - asili nido, prestazioni mediche specialistiche e non, trasporto pubblico scolastico-case popolari-contributi per l'affittto) questo fenomeno? Perchè la Regione omette ogni dato al riguardo?
Ricordiamo solo un dato: nelle graduatorie ERP ci sono, ad oggi, a Bologna 8485 domande in attesa, di cui 3957 (47%) di nuclei familiari stranieri. Dati allarmanti se si considera che solo il 10% sul totale dei residenti è non italiano. E che dire poi dei corsi in arabo pagati negli anni anche con fondi regionali, che ancora spesso i comuni organizzano, o gli esempi di cartellonistica sempre in lingua araba che affiora in alcuni ospedali pubblici ( vedi S. Orsola ). Sono esempi di integrazione questi? E i soldi a fondo perduto che la stessa Regione dava agli stranieri per aprire attività commerciali? O per pagare l'affitto? Iniziative pagate sempre con i soldi pubblici e che non troviamo per gli italiani. Come Lega Nord denunciamo da tempo la totale mancanza di correttivi nei sistemi che regolano l'accesso ai servizi socio assistenziali, le cui graduatorie vedono sempre ai primi posti gli immigrati a discapito dei cittadini italiani. Forse è per tutto questo che l'Emila-Romagna eccelle per presenza di immigrati residenti: qui loro hanno trovato il bengodi in barba ai cittadini italiani. . |