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Bernardini: Nella Provincia di Rimini disagi per i pazienti affetti da patologie rare. PDF Stampa E-mail
Venerdì 28 Maggio 2010 01:00

Paolo Ricci, vice Sindaco di Sant’Agata Feltria e Segretario di Circoscrizione della Lega Nord per la Val Marecchia, raccogliendo le preoccupazioni dei suoi concittadini, che sempre più frequentemente scelgono la Lega Nord per esternare i loro problemi, ha informato il Consigliere Regionale Manes Bernardini della situazione di disagio per i pazienti affetti da patologie rare della Provincia di Rimini.

 “Per assicurare specifiche forme di tutela ai soggetti affetti da malattie rare, il Decreto ministeriale n. 279 del 2001 ha istituto la Rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare. La Rete è costituita da presidi accreditati e per questo, con Delibera n. 160 del 2 febbraio 2004, la Regione Emilia-Romagna li ha individuati, dandoli il compito di certificare lo stato di patologia rara ed il relativo diritto dell’assistito.” Queste sono le premesse che hanno spinto il Consigliere Regionale della Lega Nord Manes Bernardini a presentare un’interrogazione alla Giunta. “Nella Provincia di Rimini, pur in presenza di molti malati rari e di medici con competenze, vi sono pochissime strutture sanitarie competenti che obbligano i pazienti affetti da patologie rare, residenti nella provincia, a rivolgersi presso presidi ospedalieri di altre provincie. Considerato che il rinnovo annuale dei piani terapeutici può richiedere fino a due mesi, rischiando di lasciare i pazienti privi di copertura farmacologica. “ il Consigliere leghista interroga la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna attendendo un giudizio in merito alla questione “Come intende attivarsi al fine di incrementare il numero di strutture sanitarie della Provincia di Rimini collegate alla Rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare e se non ritenga opportuno predisporre la modifica dei piani terapeutici, convertendoli, ove opportuno, in continuativi o permanenti.”

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