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Aglio cinese IGP, risoluzione leghista a tutela delle tipicità piacentine PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Novembre 2011 00:00

Al Presidente

dell’Assemblea Legislativa

della Regione Emilia-Romagna

R I S O L U Z I O N E

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L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che:

con Regolamento di Esecuzione (UE) del 27 ottobre 2011 n. 1098, è stato iscritto al registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette, l’aglio cinese Jinxiang Da Suan;

per mezzo del sopracitato riconoscimento, l’aglio cinese potrà essere commercializzato all’interno degli stati europei fregiandosi del marchio IGP.

Ritenuto che:

la decisione della Commissione Europea, assiunta nell’ottica di rendere compatibile la normativa comunitaria con le richieste dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO), si presume finalizzata a porre le basi per un mutuo riconoscimento internazionalee delle denominazioni di origine dei prodotti alimentari;

tale decisione in premesse, che si auspica trovi puntuale riscontro in analoghe iniziative da parte del Governo Cinese a favore dei prodotti agroalimentari europei, ed in particoalre italiani,  dovrebbe dispiegare presumibili effetti positivi nel campo delle esportazioni in Cina dei nostri prodotti a marchio IGP, ed al contempo si spera possa tradursi in misure di contrasto dell’elevato numero di alimenti venduti come europei, ma in realtà prodotti in Cina e/o in altri paesi asiatici;

Ritenuto altresì che:

l’eventuale non facile leggibilità da parte dei consuamtori della provenienza cinese dei prodotti IGP, destinati ad essere commercializzati in Europa, potrebbe trarre in inganno i consumatori europei;

appare estremamente importante che l’Europa preveda una specifica etichettatura per i prodotti IGP importati da Paesi extra UE, al fine di favorire un facile ed immediato  riconoscimento da parte dei consuamtori del Paese di provenienza dei predetti prodotti agroalimentari, sia che provengano dalla Cina e/o da altri paesi extraeuropei che potranno fregiarsi in Europa dell’identificativo IGP; anche al fine di tutelare i nostri produttori che, in difetto, potrebbero risultare penalizzati da informazioni commerciali idonee a trarre in inganni i consumatori.

Impegna la Giunta Regionale:

ad attivarsi presso la Commisione Europea, di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al fine di consentire, anche mediante l’introduzione di apposite etichettature, una facile identificazione dei prodotti IGP realizzati al di fuori del territorio europeo.

Bologna, 8 novembre 2011

 

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