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La nuova legge regionale sui parchi espropri ed umili le autonomie locali –dichiarano i quattro consiglieri regionali della Lega Nord, Mauro Manfredini, Roberto Corradi, Manes Bernardini e Stefano Cavalli.
I parchi saranno aggregati in cinque macroaree, disomogenee tra loro, scavalcando i confini provinciali e le relative pianificazioni territoriali, con prevedibili difficoltà gestionali. E quel che è più grave, i Comuni saranno obbligati ad entrare nell’area ed a sostenerne i costi, anche quelli con territorio marginalmente interessato.
Proprio per impedire la partecipazione obbligatoria, sottolinea Corradi, come Lega Nord abbiamo presentato sia in Commissione che in aula, specifici emendamenti, poiché è inammissibile costringere autonomie locali, senza avere chiesto il loro parere e senza prevedere alcuna possibilità di recesso.
Per questo molti sindaci si sentiranno letteralmente espropriati delle proprie prerogative, consapevoli delle difficoltà finanziarie ed economiche che questo comporterà per i loro bilanci, costretti a sostenere i costi dei nuovi enti imposti dalla Regione.
E’ particolarmente grave – aggiunge Bernardini - anche il fatto che nella Comunità del parco non parteciperanno, nemmeno con diritto di parola, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, agricole e produttive, le associazioni venatorie e della pesca, le Pro Loco ed i fornitori di servizi turistici presenti all’interno del Parco, così come avevamo chiesto. E dire che in Lombardia il PD ha voluto queste rappresentanze all’interno della governance del Parco, qui in Emilia-Romagna il Pd si dimostra invece miope, escludendo l’associazionismo e la partecipazione.
Anche per questo – concludono i leghisti – abbiamo votato contro, ribadendo un giudizio negativo sul metodo e sul merito della legge.
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