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Riforma degli Istituti di Garanzia, bocciata la proposta leghista di estenderla al “garante d’oro” nominato dalla Giunta PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Settembre 2011 12:48

In data odierna l’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romanga ha approvato, con l’astensione del Gruppo Lega Nord, la legge di riforma dei “garanti” (Difensore civico, Garante dell’Infanzia, Garante dei detenuti).

I quattro Consiglieri leghisti hanno ripresentato i loro emendamenti, che la maggioranza aveva già bocciato in Commissione, con i quali proponevano di comprendere nella riforma anche la figura del “Garante per i servizi idrici e la gestione dei rifiuti”, nominato dalla Giunta Regionale e retribuito con un compenso pari a quello dei Consiglieri Regionali.

Per il Consigliere leghista  Roberto Corradi, già firmatario della proposta di legge iniziale:  “Con la bocciatura degli emendamenti leghisti si è persa l’occasione di una riforma complessiva  di tutti gli istituti di garanzia presenti in Regione.

Mentre per il Difensore civico e per i Garanti dell’infanzia e dei detenuti, si è scelto correttamente di procedere ad una riforma, che ha anche ridotto le indennità ed ha introdotto il criterio della non rieleggibilità (potranno fare un solo mandato);  la maggioranza ha deciso di “non toccare” il Garante nominato dalla Giunta, che continuerà ad essere nominato dall’esecutivo, ad essere rieleggibile, ed ricevere una retribuzione pari a quella dei Consiglieri regionali.”

Per il capogruppo leghista Mauro Manfredini: “Sia in Commissione che in Aula, la maggioranza non ha speso una sola parola per giustificare la bocciatura dei nostri emendamenti volti ad estendere la riforma anche al Garante per il servizi idrici.  Il risultato è che ora abbiamo un garante di “Serie A” (almeno nello stipendio), che è quello nominato dalla Giunta, ed altre figure di garanzia che invece sono state interessate dalla riforma e dalla riduzione degli stipendi. Un “doppio binario” che non ci vede soddisfatti.”.

 

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