|
Lunedì 17 Gennaio 2005 01:00 |
|
“Lo scandalo dei rifuti tossici dell’Hera, a cui si aggiunge la recente scoperta di una fognatura gestita dalla società che scaricava direttamente nel fiume Rabbi sostanze dannose, è una delle gravi conseguenze della politica economica della sinistra, che annovera tra le sue punte di diamante, non dimentichiamolo, anche la nascita dei cosiddetti studi di settore, grazie ai quali molte piccole imprese in Emilia Romagna hanno dovuto chiudere i battenti”. Il consigliere regionale Maurizio Parma apre il nuovo anno con un severo richiamo alla parte politica che oggi alza i toni sulla politica economica del governo. “Oggi paghiamo a caro prezzo le scelte della sinistra”, continua Parma, “che da un lato ha alimentato col denaro dei cittadini dei ‘mostri’ come l’Hera, che a sua volta alimentava al suo interno altre aziende parassite, in un aberrante gioco di scatole cinesi. Questa politica fatta di sprechi ha penalizzato, d’altro canto, le imprese”, precisa il consigliere, “con gli studi di settore avviati nel 97/98, grazie alle soglie di reddito stabilite a tavolino, erano considerati evasori gli imprenditori che dichiaravano un reddito inferiore, per esempio, a 2 milioni delle vecchie lire”! “Di qui la crisi delle piccole e medie imprese, la crescita della disoccupazione e l’aumento del lavoro sommerso, che hanno innescato un circolo vizioso dal quale il governo di centro destra si è impegnato a uscire con misure specifiche, in ultimo gli sgravi fiscali alle imprese previsti dalla finanziaria di quest’anno”, conclude Parma, “che contribuiranno a dare respiro e rafforzare il tessuto economico delle imprese”. Ufficio stampa Lega Nord Padania Emilia e Romagna
. |