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Il Gruppo Regionale della Lega Nord presenta una Risoluzione per contrastare la nascita di moschee abusive dopo il delitto di Novi PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Ottobre 2010 14:16

L'ultimo caso, quello di Novi (MO) dove si è assistito all'omicidio della moglie da parte del marito, rappresenta la punta dell'iceberg di una serie di eventi che si celano all'interno delle comunità islamiche, dimostrando che le discriminazioni possono trasformarsi in eventi di inaudita violenza. Il fondamentalismo islamico, in particolare, considera le donne come esseri inferiori, piegate all'uomo padrone che le relega al ruolo di serve in ragione della legge islamica, la Sharia. La densità di immigrati di origine islamica che si regista nella regione Emilia-Romagna non permette di sottovalutare il rischio di gesti come quello di Novi, che non va considerato un fatto isolato ed eccezionale. Nel caso specifico si apprende dalle cronache che il marito avrebbe commesso l'omicidio della moglie mentre ancora indossava gli abiti religiosi, in quanto era di ritorno dalla moschea ove si era recato a pregare.

"La Lega Nord, da tempo, promuove iniziative tese a vigilare sull'apertura di sedi da adibire a moschee, soprattutto al fine di evitare che possano rivelarsi luoghi dove si professano idee fondamentaliste, ma anche per impedire che si creino luoghi di affollamento incontrollato capaci di mettere a rischio la sicurezza della popolazione" dichiara una nota del Gruppo Consiliare della Lega Nord in Regione Emilia-Romagna che ha presentato sulla questione una risoluzione "Chiediamo che la Giunta si impegni a provvedere affinché siano intraprese iniziative urgenti volte a impedire che nelle comunità degli immigrati islamici si coltivino idee e riti basati sul fondamentalismo religioso, inoltre ad adottare idonee iniziative a contrastare la nascita di nuove moschee abusive, provvedendo ad una ricognizione di quelle esistenti che spesso sono celate illegalmente dietro a centri culturali"

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