|
Venerdì 13 Febbraio 2009 01:00 |
|
Il caso dell’amputazione del “polo scolastico” di Salsomaggiore Terme arriva in Assemblea Legislativa Regionale, grazie all’intervento del Consigliere leghista Roberto Corradi. Con un’interrogazione depositata in data odierna, Corradi ha chiesto alla Giunta di intervenire presso l’Amministrazione di Salsomaggiore Terme, al fine di impedire il “taglio” draconiano dell’area destinata ad ospitare il polo scolastico comunale. Tra le esigenze sentite dai cittadini di Salsomaggiore figura da anni la realizzazione di un “polo scolastico”; per tale scopo era stata individuata l’area denominata Bertanella, che avrebbe consentito l’edificazione di scuole, asili, palestre, laboratori, aree verdi attrezzate per attività sportive, ecc…. Nel nuovo “polo scolastico” avrebbe trovato collocazione anche la scuola D’Annunzio (ora in pieno centro), la cui struttura appare superata ed inidonea alle attuali esigenze didattiche. Con l’interrogazione il Consigliere leghista denuncia alla Giunta Regionale la scelta dell’ottobre scorso, con cui l’Amministrazione guidata dal Sindaco On. Massimo Tedeschi ha “amputato”, dall’area del “polo scolastico”, ben 32.000 mq., destinati all’edificazione di un centro commerciale ed una serie di “condomini-alveari”, di cui Salsomaggiore non sentiva certamente il bisogno. Per Corradi: “La decisione di “amputare” il polo scolastico, al solo scopo di favorire la solita cementificazione tanto cara al Sindaco Tedeschi (condomini-alveare che saranno subito affittati o venduti ad extracomunitari), è l’ennesima ferita inferta a Salsomaggiore da un’Amministrazione che, per la Città Termale, si è rilevata utile quanto una calamità naturale. La scelta di sostituire le aree verdi del polo scolastico con supermercati e palazzoni misura la lungimiranza e l’interesse che la Giunta Tedeschi ha per Salsomaggiore; mi auguro che la Regione trovi il coraggio di far presente all’ex Onorevole del PD, ora Sindaco di Salsomaggiore, che prima vengono gli interessi degli studenti e delle loro famiglie, e non quelli dei cementificatori”.
. |