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Bologna: al primo posto in Italia per furti in abitazione! PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Novembre 2007 01:00
“Il record del malgoverno. Questi dati confermano, ancora una volta, che a Bologna l'Amministrazione Comunale, con le sue politiche sulla sicurezza, ha fallito. Non dimentichiamo anche i numerosi episodi di microcriminalità che troppo spesso non vengono neppure denunciati per mancanza di fiducia nelle Istituzioni. Questo è un fatto ancora più grave che, seppur latente, dimostra come il problema sicurezza sia una priorità da affrontare senza sterili polemiche politiche”. Così Manes Bernardini, Segretario Provinciale della Lega Nord Bologna, commenta la classifica del Sole 24 Ore che pone Bologna al primo posto in Italia per numero di furti in abitazione, al secondo per i borseggi e al nono per le rapine. “Cofferati si tolga pure la stella da sceriffo” – continua l’esponente del Carroccio – “e scenda in strada come noi normali cittadini di Bologna, senza scorta ed auto blu, per vivere insieme a noi la triste realtà della nostra città. Forse anche lui, come il Governo, riuscirà in un solo giorno a convincersi dell'urgenza del problema, mentre noi della Lega Nord, Cassandre inascoltate, è da tempo che diciamo al caro Cofferati che Bologna sta precipitando sempre più in basso: non servono le classifiche, basta leggere l’evidente esasperazione sui volti dei bolognesi.” “La maglia nera di Bologna” – aggiunge Maurizio Parma, Capogruppo Regionale della Lega Nord – “è motivo di profonda preoccupazione, soprattutto perché non si vede la chiara volontà politica, tra gli Amministratori del capoluogo emiliano, di affrontare, per risolverla, questa situazione. A Palazzo d’Accursio sono forse troppo impegnati a litigare su questioni politiche, allontanandosi sempre più dai problemi reali e concreti della gente. O forse qualcuno è già troppo attratto dall’orizzonte romano per concentrare le proprie energie su Bologna. Cofferati è sempre più uno sceriffo disarmato, disinteressato alla città che lo ha malauguratamente eletto e che ora probabilmente se ne pente, pagandone le amare conseguenze”. .